Fringe: universi paralleli, scienza di confine e futuro dell’uomo.

Serie TV dell’ormai caro J.J.Abrams con Roberto Orci e Alex Kurtzman, Fringe è stata trasmessa dal 2008 al 2013 per un totale 99 episodi + 1 extra, distribuiti su 5 stagioni. Prodotta dalla Bad Robot Productions in associazione con la Warner Bros Television è una serie fantascientifica in cui vengono trattati i temi della scienza di confine che non manca di presentare allo spettatore un futuro distopico, universi paralleli, viaggi nel tempo e uno sguardo sull’avvenire della razza umana.

 

Trama

Fringe si avvicina moltissimo a un’altra serie cult della fantascienza: X-Files. Proprio come nella sua predecessora una squadra del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti indaga su fatti misteriosi che fanno parte della “scienza di confine”, la Fringe Scienze.

In tutto il mondo si stanno manifestando eventi paranormali che la sicurezza degli USA ha ribattezzato “Lo Schema”.

 

L’ultimo in ordine di tempo è quello sul quale si trova a indagare l’agente dell’FBI Olivia Dunham: l’aereo in arrivo da Amburgo è atterrato a Boston con al suo interno passeggeri ed equipaggio senza vita. Olivia si trova davanti a un caso talmente eccezionale da voler richiedere l’aiuto del dott. Walter Bishop.

 

Lo scienziato conduceva esperimenti finanziati dal governo, senza limiti di spesa, all’interno del ramo scientifico denominato Fringe che racchiude tutti i fenomeni apparentemente inspiegabili come il controllo della mente, il teletrasporto, la proiezione astrale, l’invisibilità, la mutazione genetica e la resurrezione

 

Walter, dopo un incidente in laboratorio, è stato rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Ha un solo figlio, Peter, con un’intelligenza ben sopra la media ma poco incline a laurearsi preferendo vivere di truffe e inganni che le sue doti mentali gli permettono di effettuare senza particolari problemi. Olivia cerca quindi di convincere il ragazzo a firmare i moduli per poter far uscire il padre dal reparto nel quale è confinato in modo che possa aiutarla nelle indagini.

 

Al trio così formatosi si aggiunge Philip Broyles, comandante della Sicurezza Nazionale che farà nascere la Divisione Fringe con sede in un vecchio laboratorio di Walter all’università di Harvard.

 

Olivia Dunham
L’agente FBI Olivia Dunham
Universi paralleli e futuro della razza umana.

 

Fringe ci porta a esplorare, puntata dopo puntata, un universo parallelo. Nella prima stagione questa ipotesi è affrontata solo nelle ultime puntate per poi tornare, con tre episodi dedicati, nella seconda metà della stagione successiva. 

 

La prima volta che i due universi interagiscono tra loro è nella puntata 02×15 dove un edificio proveniente dall’universo parallelo si materializza a Manhattan. 

 

L’idea di un universo parallelo è da sempre caro alla letteratura fantascientifica, ricordiamo a titolo non esaustivo il romanzo di Asimov “Neanche gli Dèi” dove il ritrovamento di una sostanza che, secondo le nostre leggi fisiche non dovrebbe esistere, porta alcuni scienziati a entrare in contatto con una razza umana evolutissima che abita in una realtà parallela alla nostra.

 

Anche i nostri eroi, esattamente come gli scienziati di Asimov, entreranno in contatto con una razza umana decisamente più evoluta, che abita in un futuro possibile e che può spostarsi indisturbata tra i vari universi paralleli.

 

Gli esseri umani del futuro appaiono inizialmente come Osservatori. Dalla carnagione pallida, totalmente glabri e senza emozioni arrivano dal 2609 quando, grazie all’invenzione della macchina del tempo, un gruppo di 12 scienziati intraprende il viaggio per studiare attentamente la civiltà umana che li ha preceduti.

 

Gli scienziati non interagiscono (o non dovrebbero) con i fatti di cui sono testimoni e ognuno di loro è identificato con un mese dell’anno. Sarà soprattutto l’osservatore Settembre ad essere fondamentale ai fini della trama e ad avere la chiave per comprendere alcuni aspetti delle vicende narrate.

Un osservatore venuto dal futuro
Uno dei 12 osservatori.
Le sigle di Fringe.


In cinque stagioni la serie ha mostrato ai propri telespettatori ben 7 sigle differenti. Interamente realizzata in computer grafica, la sigla di Fringe pone davanti agli occhi dello spettatore le parole dei campi della Fringe Scienze che vengono trattati nella serie:
nanotecnologieteletrasportomateria oscura e intelligenza artificiale. Tra le altre, compare anche la scritta «Observers are here» («Gli osservatori sono qui») che però, esattamente come gli osservatori, si mimetizza con il resto della grafica ed è possibile vederla solo grazie a un fermo immagine.

 

Il tema musicale è sempre identico, ma a cambiare sono i colori che contraddistinguono l’opening. Il cambio di colore è una scelta ragionata, ogni colore caratterizza un tipo di narrazione. 

 

La sigla blu è quella che possiamo definire “standard”. La troviamo nelle prime tre stagioni e caratterizza la narrazione nel tempo presente e nell’universo “standard”. 

 

La sigla retrò è caratterizzata da animazioni anni ‘80. É presente solo nell’episodio 16 della seconda stagione ed è utilizzata per introdurre un’ambientazione nel passato. Le parole rappresentano quelle che, in quegli anni, venivano percepite come scoperte scientifiche molto lontane: la clonazione e la mappatura del DNA.

 

La sigla rossa segna gli episodi che si svolgono nell’universo parallelo. La troviamo in tutta la stagione 3 e presenta termini differenti ad indicare che, in un’altra realtà possibile, gli argomenti della scienza di confine sono diversi. In questa sigla possiamo leggere parole come telepatia, wormhole, singolarità, transumanesimo e speciazione.

 

La sigla blu/rossa caratterizza gli episodi in cui vi è l’interazione con entrambi gli universi. Le immagini passano dal blu al rosso in modo netto ed è caratteristica solo dell’episodio 03×08.

 

La sigla color ambra è utilizzata in tutta la quarta stagione. Segna gli episodi in cui gli universi sono collegati tra di loro da un ponte.

 

La sigla nera compare solo nell’ultimo episodio della terza stagione, ambientato nel 2026. Fa intuire un futuro nefasto in quanto tra le parole della scienza di confine compaiono Water (acqua) e Hope (speranza).

 

L’ultima sigla è di colore blu notte e compare sia nell’episodio 04×19 e sia per tutta la quinta stagione. Sigla nettamente differente dalle altre in quanto mostra l’umanità all’interno di un campo di concentramento. Le parole della scienza di confine lasciano il posto a termini quali Freedom (libertà), Imagination (immaginazione), Ownership (proprietà) e Free Will (libero arbitrio).

 

Riflessioni sul futuro della razza umana in Fringe. 

 

Gli osservatori aprono una finestra di riflessione su quello che potrebbe essere il futuro dell’uomo. Come già accennato, i 12 arrivano dal 2609 ma il salto evolutivo, che ha permesso il passaggio della specie umana da come la conosciamo attualmente a quella degli osservatori, risiede nel 2167. Il 2 febbraio di quell’anno, infatti, alcuni scienziati scoprono come sviluppare l’intelligenza umana e le capacità mentali espandendo la parte razionale del cervello ma sopprimendo le emozioni.

 

L’evoluzione della nostra specie si presenta, quindi, super intelligente ma totalmente priva di qualsiasi forma emotiva, sia positiva che negativa. Anche la riproduzione della nuova razza non avviene più a livello sessuale ma gli individui sono “coltivati” in una vasca in cui viene fatto evolvere il DNA di un donatore scelto.

 

Se è vero che nel mondo di questa nuova umanità non esiste odio, egoismo, guerra, è altrettanto vero che un mondo senza emozioni dovrebbe essere povero anche di diverse espressioni culturali che proprio in esse trovano la loro ragione d’essere. Prima fra tutti l’Arte che, privata del campo emotivo, non potrebbe essere non solo creata ma neanche immaginata all’interno di una mente totalmente razionale.

 

La mancanza di sentimenti però non si fermerebbe solo a questo aspetto. Ciò che ha permesso all’uomo di evolversi nei secoli è stata la curiosità, la sete di risposte, la voglia di sperimentare, capire, provare. Tutte queste attività sono alimentate dalle emozioni: la gioia di una scoperta, la frustrazione del non comprendere qualcosa e, quindi, la curiosità verso la possibile risposta. Sono tutte emozioni che si amalgamano e alimentano la parte razionale. Anche quelle negative, come la paura o l’insicurezza, spingono l’uomo a trovare soluzioni per mitigarle.

 

In un mondo senza emozioni mancherebbe l’amicizia, l’empatia, l’aiuto reciproco tra individui e sarebbero impossibili relazioni, interazioni e scoperte di soluzioni utili alla comunità. É sicuramente vero che non ci sarebbero neanche odio, vendetta, paura ma probabilmente lo scotto da pagare in termini evoluzionistici sarebbe enorme. L’uomo in una realtà senza emozioni resterebbe per sempre fermo, senza spinta verso il futuro e senza possibilità di progredire.

 

Probabilmente è proprio questo che spinge gli Osservatori in Fringe a tornare indietro nel tempo, per comprendere quella spinta evoluzionistica che i loro predecessori avevano e che, seppur con un quoziente intellettivo nettamente minore, veniva alimentata incessantemente dalle emozioni che sono, da sempre, intrinseche della razza umana.

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